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Il potere della scheda elettorale
Manca poco alle elezioni regionali e, immancabilmente, lo screditamento dei candidati Pdl, l’accerchiamento allo stesso premier Berlusconi si fa più pressante e insidioso. Lo scopo è quello di creare, imbastire accuse, processi per presunzione di reati diretti e indiretti, costringerlo all’angolo come un pugile suonato e nella condizione di non poter reagire e difendersi, eliminando i suoi secondi, il massaggiatore e quant’altri lo circondano. In realtà, da noi furoreggiano, sforzandosi di dominare la scena, agitatori, provocatori di varia specie impegnati su un solo fronte con un solo bersaglio, senza esclusione di colpi: l’avversario in politica, il nemico da abbattere. Tutti i mezzi sono consentiti e resi efficaci: avvisi di garanzia, iscrizioni nel registro degli indagati, intercettazioni telefoniche, fino alla carcerazione preventiva. Lo scopo è sempre lo stesso, recare pregiudizio, inventare indizi che solo il tempo e le lungaggini procedurali potranno alla fine smantellare. Le nostre non sono accuse, né desideriamo suggerire scelte e accendere dubbi. Gli elettori sono consapevoli di dover scegliere il candidato giusto alla luce dei fatti, delle realizzazioni, dei benefici, al di là delle accuse infondate, dei pregiudizi, della bagarre con l’unico obiettivo di raggiungere il potere. E’ quasi consacrata, in prossimità di ogni tornata elettorale, l’abitudine di spolverare ogni mezzo per il fine, non lasciando niente al caso ma preparando con meticolosità la linea di attacco. Non è con la solidarietà e la sponsorizzazione di una tesi che si può uscire dal dubbio di operare per il meglio. E’ indispensabile l’esame approfondito di quanto ci viene propinato, della realtà che ci circonda. Solo la virtù del buon senso può condurre a scelte e risultati positivi. Le liste elettorali sono variegate e, di solito, il candidato è oggetto di scrupolosa attenzione dalla controparte, salvo a scoprire che in casa propria si annidano gli stessi dubbi e le stesse presunte colpe dalle quali le parti in lizza tentano la via di fuga. I nuovi candidati sono tutti contro la corruzione, la concussione, gli illeciti guadagni conseguiti da finanziamenti dello Stato per opere pubbliche, anche pregressi. Si può configurare, perciò, una sorta di assalto al treno dei desideri sul quale prendere posto e sgomitare per la conquista dell’ agognata poltrona. Ma, per fortuna, il potere affaristico e lo sperpero di comuni risorse possono essere debellati dal potere della scheda elettorale. Ludovico Casaburi
Articolo di del 10/03/2010