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Più che meritato ma sempre bidone è
Presentando la Banca del Sud, il ministro Tremonti ha pronunciato una frase (“Al Sud sono stati dati troppi bidoni e questa operazione la vogliano fare seriamente e con impegno”), che è già diventata da libri di storia, nonostante il “prima vedere, poi credere”. Ma, leggendo le sue interviste e quelle del pugliese Augusto Dell’ Erba, da lui nominato presidente del comitato promotore, è inevitabile il timore che la Banca del Sud possa trasformarsi in un altro bidone per il Meridione. Sarebbe inflitto al sistema bancario meridionale e delle Popolari pugliesi in particolare, dopo le espansioni in altre regioni. E sarebbe anche più che meritato, perché a determinare, di fatto, l’invenzione di Tremonti sono stati loro, con un minimo di logica.*** Se avessero funzionato effettivamente a vantaggio del territorio e non esclusivamente ed interminabilmente a vantaggio loro (sono le sole imprese che non abbiano mai chiuso bilanci in rosso, neppure quando sono state costrette alle fusioni), Tremonti non sarebbe mai stato folgorato, sei anni fa dall’idea, sempre piuttosto padana, di inventare la “Banca che il Sud non ha mai avuto”. Ma, pur potendo essere un bidone più che meritato, sempre bidone è, da aggiungere ai “troppi” di cui parla per la prima volta, in 150 anni di Italia più disunita che unita, un ministro di Repubblica e Monarchia.*** Le interviste sono chiarissime sui vantaggi che la Banca neonata avrà e che al sistema bancario meridionale e pugliese ovviamente mancheranno. Al solito, per indicare da quali dichiarazioni derivino le nostre opinioni, ecco che cosa dice Tremonti: ”E’ impossibile che sia un carrozzone, perché non è pubblica. Deve stare sul territorio, dove ci sono piccole e medie imprese. E’ una cosa seria.Poi potranno nascere altre banche di credito cooperativo o di altro tipo se accetteranno questo schema”. Se potranno nascere altre banche, che ne sarà delle nostre, anche se, ripetiamolo a tormentone, meritano questo ed altro? E, se è una cosa seria, restando pur sempre da verificare, lo sarà per imprese e famiglie o solo per sé stessa, visto che anche la Banca del Sud di tutto potrà soffrire meno che di filantropia per i clienti? *** Dice inoltre Tremonti, orgogliosamente:”Non c’è mai stato un governo che ha fatto una banca e una fiscalità per il Sud“. E siccome è incredibilmente vero, i dubbi che possa trattarsi di un bidone per le nostre banche (pur meritandolo, sono comunque un pezzo del Sud) aumentano invece di diminuire, anche perché, proprio sulla fiscalità di vantaggio, a Tremonti non sembra vero di spiegare: “La Banca del Sud potrà emettere titoli di scopo a medio e lungo termine per canalizzare le risorse nel Sud con una aliquota agevolata del 5% sugli interessi per gli investitori”. Con questo vantaggio fiscale, indiscutibile (e provvidenziale per il Sud) e con la possibilità di premiarlo col 5% di tasse in meno, quanto del risparmio ora depositato nelle nostre banche passerà dall’altra parte?*** Come se il sistema bancario meridionale e pugliese non esistesse, Tremonti aggiunge: “Per noi sviluppo vuoi dire territorio e non esiste sviluppo senza banche. L’economia non è una variabile indipendente dal credito. Se guardiamo alla cartina geografica dell’Europa, il Sud, con 20 milioni di abitanti, è l’unica regione che non ha una sua banca autoctona, ma che ha enormi problemi economici. Non c’è bisogno di essere un economista per chiedersi se c’è una simmetria, un legame,un meccanismo perverso per cui non c’è sviluppo se non ci sono banche autoctone. Forse un legame c’è”. Il “che ne sarà delle nostre banche, meridionali e pugliesi?”(non hanno, fra l’altro, neppure uno straccio di giornale che le difenda), è giustificato da un’altra dichiarazione del ministro, tutta dedicata a loro.*** “Il Sud ha avuto grandissime banche e le ha perse. Oggi ci sono banche nel Sud - dice sempre Tremonti - ma non sono del Sud. Può cominciare un nuovo cammino. E dopo tanti anni, penso che sia una cosa straordinaria, anche personalmente. Tanto che ho detto che quando ci saranno gli sportelli con il logo della Banca dei Mezzogiorno, una mattina mi presenterò davanti agli istituti e farò un deposito. E’ il posto giusto dove mettere i soldi. Ma poi, non bisogna dimenticare l’altro pilastro dei nostro progetto che è la fiscalità di vantaggio”. Tremonti dà già, sostanzialmente, per inesistente il sistema bancario o prossimo ad esserlo.*** D’altra parte, la rete delle banche di credito cooperativo e gli uffici postali sono più territoriali di quanto si sia sinora visto nella raccolta del risparmio e nell’erogazione del credito. Il pericolo è già iniziato, dunque, soprattutto per le Popolari: fra l’altro non hanno voluto fondersi, come raccomandava Bankitalia. Ma, ripetiamo, lo meritano anche perché, pur incombendo il pericolo, continuano a ballare sul Titanic, erogando il credito agli amici degli amici, i soli che riescano ad averlo, pur essendo in sofferenza, come tutti gli altri, imprenditori e famiglie, in anni di crisi. GIS.
Articolo di Gis. del 14/03/2010