Minzolini non è indagato. Intercettati Bondi e Tremonti
Indagine di Trani, Berlusconi: è fango, caso ridicolo e grottesco
TRANI – “Mi occupo di cose serie non di questioni ridicole e addirittura grottesche”. Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi dopo l’inchiesta pugliese sulle presunte pressione del premier per bloccare ‘Annozero’ di Santoro. Nelle telefonate intercettate dalla magistratura tranese sarebbero coinvolti anche alcuni ministri. Intanto il ministro della Giustizia Alfano (che domani sarà a Bari, riferiamo a pag. 20) invia gli ispettori a Trani: “Evidenti tre gravissime patologie”. Contrario il Pd: per la capogruppo della Commissione giustizia della Camera, Ferranti “sta diventando il ministro ad personam”.
Il capo del governo sarebbe indagato per concussione assieme al commissario dell’Agcom, Innocenzi. Non lo è invece il direttore del Tg1 Minzolini: fonti giudiziarie parlano di “fantasiosa ricostruzione giornalistica”. La Procura tranese non ha finora chiesto al gip l’adozione di provvedimenti interdettivi. Le stesse fonti specificano solo che il pm Ruggero avrebbe dovuto inviare al giudice Del Castillo richieste di interdizione dai pubblici uffici dopo aver ricevuto i verbali di trascrizione delle intercettazioni. Di seguito una sintesi degli interventi.
BERLUSCONI - Per quanto riguarda la Rai posso dire che ho sempre ritenuto inaccettabile, come lo ritengono inaccettabile tutte le persone di buon senso, che si sottopongano a processi in tv delle persone che sono già sotto processo davanti ai giudici e che si accusano in tv di tutto con ferocia e senza dare loro la possibilità di difendersi. E ho sempre chiesto a destra e a manca che si facessero esposti in tal senso all’autorità per le comunicazioni perché assumesse gli opportuni provvedimenti. A 15 giorni dal voto questa magistratura sta intervenendo gettando fango su di noi e dettando i tempi e i temi della campagna elettorale. In una democrazia è un fatto inaccettabile.
MINZOLINI – Non sarò mai un direttore dimezzato nel rispetto della mia storia e del tg1. Non capisco dove sia il reato. Sfido qualunque mio predecessore a non aver avuto contatti o comunicazioni col premier del momento. Mi accuserebbero anche di aver parlato con la mia redazione? Significa che secondo i magistrati dovrei fare il direttore sordo, perchè non devo sentire il presidente del Consiglio, e muto, perché non dovrei dare indicazioni alla redazione. Insomma, sono colpevole di non essere sordomuto, altro che concussione.
INCHIESTA – Il fascicolo è stato affidato ad un pool di magistrati composto da Ruggero (titolare), Buquicchio, Cardinali e D’Agostino. La Procura precisa che i telefoni del premier “non sono stati sottoposti ad intercettazioni”. Le conversazioni sono state ascoltate indirettamente, cioè sull’apparecchio di persone indagate. Quindi, solo il via libera del Parlamento può consentire di trasformarle in un elemento d’accusa. Intanto martedì sarà ascoltato Santoro (serv. a pag. 3).
Il governo preme per riformare la legge in materia di intercettazioni: “Non entro nel merito di questa vicenda - dice il presidente del Senato Schifani - comunque ritengo che il disegno di legge sulle intercettazioni, che giace al Senato ormai da un anno, sia maturo perché possa essere affrontato sia in Commissione che in Aula”. (Altri servizi a pag. 3)
Cinzia Stramaglia
Articolo di del 14/03/2010