‘Capire senza interferire con le indagini’
Alfano: ‘Domani gli ispettori a Trani tre gravissime patologie’ Il pool: a disposizione
TRANI – Competenza territoriale, abuso delle intercettazioni e rivelazione del segreto d’ufficio. Queste sono tre “gravissime patologie” evidenziate dal ministro della Giustizia Angelino Alfano, che ha annunciato l’invio degli ispettori alla Procura di Trani che indaga sulle presunte pressioni del premier Silvio Berlusconi al direttore del Tg1 Augusto Minzolini per bloccare Annozero (coinvolto anche il commissario dell’Autority, Giancarlo Innocenzi). “Invierò gli ispettori a Trani per verificare cosa è successo. Ovviamente – ha detto il Guardasigilli - senza interferire con le indagini, potere che non mi compete, ma solo per capire come possano verificarsi queste gravi patologie. L’inchiesta di Trani, il cui contenuto non conosco nel merito, evidenzia almeno tre gravissime patologie che sono chiare allo studente che affronta all’università l’esame di procedura penale”. L’ispezione inizierà domani. Il fascicolo è stato affidato dal procuratore di Trani, Carlo Maria Capristo, a un pool di 4 magistrati: a Ruggero (finora titolare unico dell’inchiesta) sono stati affiancati anche Buqicchio, D’Agostino e Cardinali.
Capristo commenta così con i cronisti, la notizia dell’ispezione: “Siamo qui a disposizione. State tranquilli, lasciateci lavorare con riservatezza, tranquillità e professionalità. Fermatevi a quello che ci siamo detti ieri (venerdì, ndr): non ci sono comunicazioni per la stampa”. Il procuratore ieri mattina ha incontrato il pm Ruggero e il procuratore aggiunto, Francesco Giannella.
La Procura di Trani non avrebbe finora chiesto al gip l’adozione di provvedimenti interdittivi a carico di alcuno degli indagati nella vicenda Rai-Agcom. A riferirlo un’agenzia di stampa che dalle stesse fonti ha appreso che il pm Michele Ruggero era in procinto di inviare al giudice Roberto Oliveri Del Castillo richieste di interdizioni dopo aver ricevuto, il 5 marzo scorso, dalla Guardia di Finanza i verbali di trascrizioni di tutte le intercettazioni telefoniche. Nessuna smentita ufficiale dalla Procura. Il reato ipotizzato per il premier sarebbe concussione. Più soft la posizione di Innocenzi: favoreggiamento per la presunta reticenza dimostrata nell’interrogatorio del 17 dicembre scorso. Escluse ogni forma di pressing senza sapere delle intercettazioni. Se per l’indagine a carico di Berlusconi mancherebbe solo l’ufficialità, fonti giudiziarie traesi escludono che Minzolini sia iscritto nel registro degli indagati. “Il ministro l’ha detto chiaramente e comunque noi non possiamo interferire con le indagini in corso anche perchè ci muoviamo su piani completamente diversi”. Lo assicura il capo degli ispettori di via Arenula, Arcibaldo Miller. Al momento ancora non c’è l’incarico formale: “Il ministro sta predisponendo tutte le carte necessarie perché si possa andare al più presto a Trani”. Per il capo degli ispettori allo stato (“non ho nulla in mano”) è difficile ipotizzare la possibile durata dell’inchiesta ministeriale, né i passi che dovranno essere necessariamente compiuti: “I tempi dipenderanno da cosa dobbiamo verificare cioè dal tipo di incarico che ci viene dato”.
Dagli atti dell’indagine Rai-Agcom emergerebbero i nomi di alcuni ministri. Componenti dell’esecutivo sarebbero stati intercettati indirettamente. I contenuti non hanno rilevanza penale, le registrazioni saranno distrutte.
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Ivana Ressa
Articolo di del 14/03/2010