Non sono stati i migliori anni regionali
Anche dalla risposta data all’ultima proposta dell’Udc (“Casini sta scherzando con il ticket fra la Poli Bortone alla presidenza e Palese vice”) si ha la conferma che è stato davvero Fitto a decidere chi candidare in Puglia alle Regionali. Sei mesi fa, quando il coordinamento pugliese del PdL fu affidato a Quagliariello si pensò ad un commissariamento, anticipato proprio per le elezioni di marzo. Ipotesi confermata dalla prima scelta per la presidenza, quella del magistrato Dambruoso.
Resistette circa 2 mesi, finchè non attribuirono sempre a Berlusconi, dopo le proteste pugliesi (non solo dei 26 consiglieri regionali), ogni altra candidatura, fino a quella di Attilio Romita, che sembrò definitiva.***
Così la scelta di Palese divenne una sorpresa quando fu ufficializzata. La Poli Bortone, che fino ad allora si è considerata favorita dall’alleanza, più romana che pugliese, fra PdL e Udc, disse che la candidatura di Palese era stata comunicata da Fitto ai media per mettere Berlusconi davanti al fatto compiuto. Ipotesi da screzi salentini, non vera. Infatti Berlusconi non l’ha smentita.
Ovviamente, le versioni sulla scelta di Palese continuano ad essere contrapposte. C’è chi sostiene che sia stato Fitto a farla confermare col più logico dei motivi, ribadito a Berlusconi per primo: “Se perdiamo in Puglia, stavolta la colpa sarà vostra, non mia”.***
La logica delle dietrologie è pure utilizzata per la tesi contraria. C’è chi dice che Berlusconi abbia preferito evitare che la stessa frase valesse per lui, in caso di sconfitta, per una candidatura diversa da quella di Palese. Dietrologia per dietrologia, c’è una terza versione più credibile, secondo noi: sono stati sicuramente i prediletti sondaggi a far constatare a Berlusconi che la candidatura di Palese è più forte delle altre.
Quale che sia stata la logica più determinante, il fatto più evidente in queste elezioni è che sia candidato anche Fitto, con Palese. E non è solo una battuta.***
Nessuno più di Fitto ha interesse a vincere queste “regionali”, ex aequo col suo “braccio destro” da 20 anni, da quando insieme arrivarono in Regione. Si spiega così quel che ha detto nei giorni scorsi ai cronisti: ”D’ora in avanti farò anche il ministro dalla Puglia. Andrò a Roma quando sarà indispensabile”.
E’ candidato anche lui, perché intende dimostrare (e implicitamente riconoscere) che 5 anni fa, per non aver fatto altrettanto, perse lui. Non vinse Vendola, per gli ormai storici 14.110 voti di differenza.***
E’ vero che anche in politica tutto è relativo: Fitto non sarebbe diventato ministro, all’età in cui suo padre diventò presidente pugliese. Ma chi lo conosce sa che, se avesse potuto scegliere, sarebbe rimasto in Puglia. E non avrebbe inventato Vendola, aggiungono molti suoi amici, anche per riconoscere a Fitto il merito di aver corretto, in questa campagna elettorale, gli errori commessi in quella di 5 anni fa. Fitto perse anche per averlo sottovalutato. E allora non era neppure ministro.
Non a caso, sin dagli slogan elettorali, la campagna di Palese è diversa da quella di 5 anni fa per Fitto. Al “basta con le chiacchiere” si aggiunge quotidianamente la martellante critica sui punti effettivamente deboli del quinquennio di Vendola, riscontrabili anche nelle polemiche della maggioranza. E non alludiamo solo a IdV, che le ha ripetute nell’intera legislatura.***
Palese ne fa il riepilogo ogni giorno, dicendo:”Mi piace fare questa campagna elettorale praticamente da solo, senza avversari, perché Vendola è come se fosse in vacanza. La settimana scorsa è stato in giro per l’Italia e continua ad esserlo. Scappa dalla Puglia per evitare che i pugliesi gli presentino il conto di 5 anni di fallimenti sulla sanità, sul miliardo di debiti accumulato, sulle tasse aumentate, sul salario sociale, sul ticket sui farmaci che doveva essere abolito e che oggi è ancora pagato da due milioni di pugliesi”.
Esagera anche Palese con i fallimenti. Ma i successi vengono fatti dimenticare da come si esagera con il “tutto bene, anzi benissimo” del centrosinistra.***
E’ inoltre una campagna elettorale diversa da quella di 5 anni fa perchè per la prima volta dopo 34 di Regione si sono invertiti i ruoli fra il centrosinistra che ha governato e il centrodestra che è stato all’opposizione.
E’ diversa soprattutto perché, mentre il PdL ricorda i fatti su cui sono critici anche gli elettori, la maggioranza difende i suoi 5 anni come se fossero stati i migliori anni della Regione Puglia. Addirittura in un periodo di crisi che più universale e nera non potrebbe essere.***
Paradossalmente, Vendola e il centrosinistra sono così entusiasti di se stessi che non riescono a ricordare neppure mezzo insuccesso della loro prima legislatura. Dimenticano peraltro che Fitto perse le elezioni, invece di rivincerle, pur avendo acquisito la proprietà gratuita dell’Aqp, chiuso il bilancio della sanità in pareggio con il riordino ospedaliero, istituito il 118, eccetera.
Anzi pure Fitto dimenticò di rendere più credibili questi meriti parlando di quelli che non riuscì ad acquisire.
GIS.
Articolo di Gis. del 09/02/2010