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Gli ha fracassato il cranio dopo averlo addormentato con medicinali nascosti nel
Nel Tarantino, massacra il padre 54enne con chiave inglese e coltello: arrestato
ROCCAFORZATA – Lo seda, lo accoltella e poi lo finisce fracassandogli il cranio con la chiave inglese. Michele Nicolardi (30enne) avrebbe ucciso così il padre 54enne Biagio, maresciallo della Marina Militare in pensione. La cieca violenza al culmine di una lite, pare per futili motivi, iniziata a pranzo e finita fatalmente nel pomeriggio a Roccaforzata (Taranto). I carabinieri hanno fermato Michele, lo hanno trovato accanto al padre, ormai esanime, riverso sul suo letto. A fianco le armi del delitto: un coltello e una chiave inglese. In casa, al momento dell’omicidio, c’erano anche la madre, sotto shock, e l’altro figlio. E’ stato lui a dare l’allarme. Secondo quanto hanno ricostruito i militari, il 30enne (sembra soffrisse di depressione) avrebbe svuotato nel piatto del padre il flacone di antidepressivi (trovato e sequestrato dai Cc) nel tentativo di avvelenarlo. Accusato un malore, il 54enne si sarebbe spostato in camera da letto e in un momento di lucidità, capito il ‘disegno’ del figlio avrebbe inveito contro di lui: qui le 2 coltellate che l’hanno ferito (non mortalmente) al basso ventre. Poi la furia: ha afferrato una grossa chiave inglese e lo ha colpito più volte nella parte posteriore della testa spappolandogli la calotta cranica. Michele Nicolardi si trova in stato di fermo in una caserma dell’Arma di San Giorgio Jonico. Sul posto è intervenuto il magistrato di turno, Ida Perrone, ha già affidato l’incarico dell’autopsia al medico legale Marcello Chironi. Altro sangue versato nel Foggiano. La scena del crimine: riverso sul letto con la faccia completamente insan-guinata. Questo hanno trovato i carabinieri durante l’irruzione in un’azienda agricola in località Speranza Prima a Borgo Tressanti. Appare poco chiara la dinamica del tentato omicidio nelle campagne foggiane. Uno straniero, di circa 40 anni è stato raggiunto da un colpo di fucile ca-libro 12 al volto. Al momento l’unico indiziato resta il consuocero della vittima, 42enne ucraino, con un regolare permesso di soggiorno, sottoposto a fermo perchè accusato di tentato omicidio detenzione illegale di arma con matricola abrasa e munizionamenti. E’ stato proprio il titolare dell’azienda, dove lavora l’ucraino, ad allertare i militari affermando che poco prima c’era stata una sparatoria all’interno del suo podere. Quando poi gli inquirenti sono giunti sul posto hanno trovato l’arrestato, ubriaco, sull’uscio della porta. Stringeva tra le mani un fucile calibro 12 con matricola abrasa e scarico. I militari sono riusciti a disarmarlo, una volta entrati nella masseria, hanno scoperto la vittima. Immediatamente ascoltato dagli inquirenti, l’ucraino si è difeso sostenendo che il colpo di fucile era partito accidentalmente. Ma i carabinieri non hanno creduto a questa versione dei fatti. Sono certi che la sparatoria sia stata preceduta da una colluttazione, tanto che in casa hanno trovato i mobili sottosopra e una stufa divelta. Inoltre c’erano schizzi di sangue in bagno e nel piccolo corridoio. La vittima, ancora senza una precisa identità (non aveva con sé documenti), è stata trasportata d’urgenza all’ospedale casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo; la prognosi è ancora riservata, ma non dovrebbe essere in pericolo di vita. Ivana Ressa
Articolo di del 09/02/2010