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Due ddl da votare: sanità e lavori pubblici
Non è bastato il Consiglio di ieri Ore piccole: 735 emendamenti
BARI – Non è bastato il Consiglio regionale di ieri per chiudere la legislatura Vendola. Ore piccole in aula per discutere e approvare i 735 emendamenti presentati da maggioranza e opposizione al disegno di legge su sanità e servizi sociali. Da esaminare anche un altro ddl (spacchettato da quello sanitario) sui lavori pubblici. Al momento in cui scriviamo il dibattito non è ancora ripreso: ricomincerà non appena saranno fotocopiati e distribuiti ai consiglieri tutti gli emendamenti. Non sono servite la doppia sospensione del presidente Pepe e l’ennesima conferenza dei capigruppo per trovare un’intesa che consentisse di snellire la mole di correzioni presentate. Il lavoro di semplificazione si sarebbe bloccato sul nodo Sanità Service, la società per i servizi internalizzati all’Asl di Foggia. Borraccino (Csp) ha accennato ad un fuoco di sbarramento di emendamenti e anche l’assessore alla Sanità ha parlato di “internalizzazione come il mal di pancia più forte”. Fiore ha chiesto di “riprendere un percorso virtuoso su una legge che ha dignità. È complessa, non pur senza costituire un testo unico della sanità. Un pacchetto di norme significative che recepiscono discipline nazionali, puntano al contenimento della spesa e fissano percorsi di trasparenza in procedure delicate, come gli accreditamenti. Ci sono poi le attese di lavoratori in sofferenza. La politica deve dare risposte, non può fare strage di persone”. Centrodestra assente al momento del voto sulla mozione Sannicandro (Mps): ha proposto l’interruzione del dibattito. Loperfido (Pdl) ha chiesto di verificare il numero legale: solo 33 presenti, insufficienti a garantire la prosecuzione dei lavori. Di qui la sospensione per un’ora e la protesta dei precari presenti in aula: hanno inveito pesantemente contro i consiglieri. Infatti il ddl prevede anche la stabilizzazione di 8mila precari. Secondo il centrodestra è un provvedimento tardivo ed elettorale, per la maggioranza conclude il progetto più ampio del Piano regionale della salute. Di seguito una sintesi degli interventi. PALESE, capogruppo Pdl – Le riforme dei sistemi vanno fatte all’inizio dei percorsi amministrativi e gestionali. Questo provvedimento, così come è stato fatto, fa ulteriormente male all’intero sistema sanitario. MITA, Prc – I 48 articoli del ddl introducono elementi di grande novità basati sullo sforzo di ragionare sulla salute partendo dalla medicina territoriale. SURICO, Misto – Negativo e tardivo, tenta di arginare quel malcostume che si è diffuso nella sanità. ROMANO, Pd – Stupisce la critica dell’opposizione. La materia è complessa e ne siamo consapevoli tutti. CONGEDO e LOSPINUSO, Pdl – Con la salute nessuno ha il diritto di scherzare. A tempo scaduto la maggioranza vuole darsi una verginità, presentando un provvedimento che è tutto e il contrario di tutto. BORRACCINO, Csp – Non si faccia demagogia sulla pelle dei lavoratori che aspettano l’internalizzazione. Si sarebbe potuto fare di più ma meglio tardi che mai. MARMO e ATTANASIO, Pdl – Siamo un’opposizione realista. Goffo e cattivo il comportamento della maggioranza per questo ddl che non si può certo chiamare omnibus ma bazar. Siamo fuori tempo massimo. TEDESCHI e CASSANO, Pdl – Vendola 5 anni fa ‘svendolava’ promesse che poi puntualmente non ha mantenuto, soprattutto sulla sanità. E’ inopportuno parlare di riforma del sistema sanitario. ALOISI, Gpa – Ddl elettorale e ingannevole. ZULLO, Ppdt – Mi sembra stiate confezionando un abito da sposa per qualcuno che vi sta a cuore. CHIARELLI e MARINOTTI, Pdl – Il provvedimento andrebbe smantellato e riproposto. E’ assurdo considerare queste norme urgenti, in realtà è l’ennesima dimostrazione del fallimento di questa maggioranza. Maria Losole
Articolo di del 09/02/2010