Comunque l'Udc vota per Vendola
La stampa nazionale, in coro, si è accorta dei troppi forni in cui si è scottato l’Udc di Casini e lo sta già sbattendo nelle prime pagine, come il più sconfitto delle prossime regionali, non solo dalle nostre parti. Eppure Casini ha dominato il primo mese della campagna elettorale pugliese con il “no” secco a Vendola, arrivando addirittura a proporre i candidati alla presidenza delle 2 coalizioni. Ciononostante ha perso, com’era previsto.
Anzi, nessuno ha mai perso cinque volte una campagna elettorale in Puglia.***
Ha perso la prima volta con Vendola, che trionfò nelle Primarie con Boccia più di quanto si aspettasse, trasformandosi anche nel possibile leader di un centrosinistra che ha ormai liquidato anche Bersani, dopo Franceschini e Veltroni, per non risalire agli altri.
La seconda volta Casini ha perso per non aver scelto con chi allearsi, dopo la sconfitta sua (non soltanto di Boccia e del Pd) alle primarie del centrosinistra, stravinte da Vendola, meglio di 5 anni prima, con lo stesso Boccia, sempre per la candidatura alla presidenza.***
E come poteva perderle, se Vendola, rispetto alle precedenti Primarie del centrosinistra, aveva il vantaggio, per così dire organizzativo, dei cinque anni da presidente della giunta pugliese?
Basta pensare alla mobilitazione dei “bollenti spiriti” dell’assessore alla Trasparenza Minervini (le truppe di Vendola, le definì Emiliano) per capire che le sconfitte erano inevitabili. Da evidente punizione per il “no” alla ricandidatura del governatore uscente.***
Terzo insuccesso di Casini. Invece di allearsi col PdL, secondo la stessa logica dei suoi due forni iniziali, dopo aver avuto addirittura la possibilità di designare il presidente della giunta (infatti, fece il nome di Nicola De Bartolomeo), preferì aprire un terzo forno, quello che ha cominciato a cuocerlo nell’acqua sua stessa.
Improvvisamente Casini ha creduto alla befana, ritenendo possibile far vincere in Puglia un terzo candidato. E continua a credere alla befana anche Cesa, segretario dell’ Udc, che ieri ha ripetuto, come se i pugliesi non avessero capito nulla:”La vera novità di queste elezioni si chiama Poli Bortone: è il candidato migliore in questa Regione”.***
Quarta sconfitta di Casini. Ha alleato l’Udc al movimento della Poli Bortone, non viceversa, come sarebbe stato logico per un altro motivo: se il PdL l’avesse candidata alla presidenza regionale, come lei voleva, la Poli Bortone sarebbe rientrata nel centrodestra.
La quinta sconfitta è con Vendola. Nessuno è riuscito, forse neppure nella storia elettorale italiana, a far votare, da dissidenti del proprio partito, il candidato al quale lui stesso, da leader, aveva detto ripetutamente di no, anche senza se e senza ma. Da non credere.***
E chi è stato costretto da Casini alla dissidenza e a votare, pertanto, per Vendola? Proprio il Ferrarese che aveva aperto in Puglia con successo, alla presidenza della Provincia di Brindisi, il primo forno dell’Udc: l’ alleanza col centrosinistra.
E’ difficile prevedere quanti elettori a Brindisi e provincia seguiranno Ferrarese nel votare la lista dell’Udc e poi quella di Vendola per la presidenza, un “incasinamento”che non sarebbe riuscito neppure a Casini.***
Ma non vi è dubbio che l’unico a stupirsi, in Puglia, della decisione di Ferrarese sia Casini. Gli elettori, quelli dell’ Udc per primi, sono pitagoricamente certi da sempre, a differenza dei leader nazionali, che votare Vendola significa solo far perdere la Poli Bortone, l’Udc e Io Sud. Altro che vincere con la candidata migliore.
Lo schiaffone di Ferrarese è, dunque, più a Casini che alla senatrice. Di fronte a questo errore, anche la candidatura dell’ex deputato Mele è un falso scopo, tanto vero che Mele ha subito detto, a mezzo stampa:”Meglio che Ferrarese stia zitto. Lui, la prima pietra non la può scagliare: non è un uomo senza peccati. Io ho commesso un errore, lo so. Ma perché vogliono comprimere il mio diritto a partecipare alle elezioni?”.***
Per farsi capire meglio, Mele ha aggiunto: “L’anno scorso non riuscii ad essere eletto consigliere provinciale solo per lo 0,05 % di voti”.
Ed è certamente anche per questo che la Poli Bortone ha confermato la candidatura di Mele, mandando a dire a Casini e Cesa: “Sono situazioni locali, quando non personali. A Ferrarese dico che, per quanto ci riguarda, continueremo a rispettare i patti”.***
La Puglia si è fortunatamente affrancata dalle liste da salvare giudiziariamente o per decreto, e c’è chi lo ritiene un fatto incredibile. Ma neppure in un Paese come il nostro c’è un’ altra Regione dove leader nazionali di partito, dopo aver strenuamente bocciato la ricandidatura di Vendola, abbiano messo gli elettori del proprio partito nelle condizione di votarlo, comunque.
E probabilmente di far eleggere in Consiglio regionale l’ex deputato Mele, sesta evidentissima sconfitta dell’ Udc nella campagna elettorale pugliese.
GIS.
Articolo di Gis. del 10/03/2010