Chi vuole far 'impazzire' spopolare il Sud?
La follia ha molte facce. Al Sud, quelle prevalenti sono due: la follia reale, inevitabile, patologica e un’altra più sottile e meno avvertibile: quella posticcia, finta. Se per la prima forma ci sono le terapie, da quando la legge-Basaglia (grande conquista di Psichiatria democratica) dichiarò che non esisteva, così, di punto in bianco e che il matto andava rientrodotto nell’habitat naturale, che non lo voleva, per la seconda ancora non si sa come fare. Perché si tratta di una patologia “sociale” e, in quanto tale, non facilmente diagnosticabile. Anzi, i suoi sintomi si sovrappongono e talvolta coincidono curiosamente con tante altre paranoie offerte - non c’è che l’ imbarazzo della scelta - dalla modernità. Questo tipo di follia è molto diffuso, ed è trasversale al tessuto sociale. Poiché è una forma di pazzia a cui tanti, troppi, nel Mezzogiorno, sono costretti, per avere un tetto sulla testa e qualcosa di caldo nel piatto.
E’ indotta, quasi una forma di aspirazione sociale collettiva, anche, o soprattutto, ai tempi della recessione globale che durano dalla fine del 2008, l’epoca delle “bolle” e dei “derivati”, ricchezze polverizzate senza che alcuno pagasse pegno. Estrema ratio per sopravvivere degli incapienti. La pensione sociale è considerata un privilegio, e quindi tutti gli espedienti per averla normali, etici. Nessun moralismo da parte nostra: si tratta, stringi stringi, di una sorta di redistribuzione del reddito, della ricchezza sociale. Di cui il Sud detiene geloso il copyright e a cui nemmeno Karl Marx avrebbe osato pensare. Ma, si sa, il Mezzogiorno è all’avanguardia per tante cose, di cui alcune eccellenti. E a cui nel resto del mondo arrivano secoli, anzi, millenni dopo.
Quel che infine è logico chiedersi, è che futuro può avere un “continente” (l’ex Regno delle Due Sicilie distrutto anche con la sponsorizzazione della Gran Bretagna), dove per sopravvivere la gente è costretta a “impazzire”. E’ privato delle sue energie migliori, che vanno ad arricchire, e a dare prestigio ad altre Nazioni, dove hanno pane e dignità (e resteranno per sempre). E’ la famosa fuga dei “cervelli” che a parole tutti vogliono trattenere, ma nei fatti accompagnano alla stazione tutte le mattine.
La cultura pragmatica di Federico di Svevia e Liborio Romano, ci impone di chiederci: chi ha interesse a far “impazzire” il Sud, per spopolarlo e magari dominarlo meglio? Derubandolo del suo futuro dopo aver depredato il presente?
Francesco Greco
Articolo di del 14/03/2010